LIQUIDI LUBRIFICANTI

A SECONDA DEL TIPO DI BASE UTILIZZATO, VI SONO TRE TIPOLOGIE DI LUBRIFICANTI: SINTETICI, SEMISINTETICI E MINERALI.

I LUBRIFICANTI SINTETICI

Gli oli sintetici derivano, come suggerisce il nome, da processi di sintesi chimica. A seconda del tipo di processo chimico, si ottengono basi sintetiche di diversa natura e con diverse caratteristiche. Le principali famiglie sono: poliolefine, idrogenati o hydrocracked, poliisobuteni, esteri e poliglicoli. Nel settore autotrazione, vengono impiegati in larga misura le poliolefine e gli hydrocracked; esteri e poliisobuteni sono impiegati in maggioranza nella formulazione di oli due tempi, mentre con i poliglicoli si producono oli industriali e fluidi freni.

Dal punto di vista delle prestazioni, rispetto agli oli minerali, gli oli sintetici sono più scorrevoli alle basse temperature, più stabili alle alte e presentano una maggiore resistenza alla degradazione chimica.

I vantaggi dati dall’utilizzo di lubrificanti sintetici sono indiscutibili; avviamenti del motore più rapidi, migliori prestazioni del motore in termini di potenza, consumi d’olio ed emissioni, maggiore protezione della meccanica e minori consumi d’olio. Diversi costruttori prescrivono esclusivamente oli sintetici per i propri motori più potenti e sofisticati; alcuni, come BMW; si spingono addittura oltre approvando esclusivamente oli 100% sintetici per tutta la propria gamma.

I LUBRIFICANTI SEMISINTETICI

I lubrificanti semisintetici sono ottenuti miscelando basi sintetiche con basi minerali. Gli oli semisintetici, o “base sintetica”, costituiscono un ottimo compromesso tra costi e prestazioni, ed al giorno d’oggi costituiscono la maggior parte dei lubrificanti utilizzati nel nostro mercato. La maggioranza dei costruttori mondiali prescrive infatti oli di questo tipo sui propri modelli.

I LUBRIFICANTI MINERALI

Gli oli minerali, dei quali abbiamo già parlato nella sezione precedente, sono utilizzati al giorno d’oggi nelle formulazioni destinate a motori di medio/bassa potenza ed alle applicazioni meno gravose.

Tuttavia, le sollecitazioni subite dal lubrificante in un moderno motore, persino di piccola cilindrata e di semplice architettura, unite alla lunghezza dell’intervallo di cambio (raramente inferiore ai 15.000 Km anche nelle utilitarie), fanno sì che la qualità delle basi impiegate sia fondamentale.

I lubrificanti minerali “da prezzo”, come ancora si trovano sul nostro mercato, sono formulati con basi di scarsa qualità ed additivi di tecnologia superata e possono essere adatti a qualche vecchia auto ancora in circolazione, ma si dimostrano assolutamente inadeguati per i motori dell’ultima generazione.

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